La Commissione esaminatrice designata per l’assegnazione del Premio Antonio Garzya, bandito il 13 ottobre 2015 dall’Associazione Italiana di Studi Bizantini (AISB) per una tesi di laurea magistrale/specialistica di argomento bizantinistico, si è riunita in data 11 febbraio 2016. Dopo approfondita discussione, la Commissione ha stabilito all’unanimità di assegnare il Premio Garzya alla
dott.ssa Chiara GAZZINI
per la sua tesi dal titolo
Il Canone di Giuseppe l’Innografo per S. Apollonio di Sardi dal Barb. Gr. 469
discussa presso l’Università di Roma Tor Vergata.
La proclamazione ufficiale è stata effettuata in occasione dell’ultima Assemblea dei Soci del 19 febbraio 2016.

Abstract: La tesi è incentrata sull’edizione critica princeps di un gruppo di poesie liturgiche finora inedite per un santo finora sconosciuto, tra le quali il canone di Giuseppe l’Innografo costituisce la pièce maggiore. Il lavoro critico-testuale è stato, peraltro, condotto parallelamente all’esame dettagliato degli aspetti contenutistici, materiali e grafici del manoscritto in cui tali testi sono trasmessi, il Barb. gr. 469. Di questo codice della Biblioteca Apostolica Vaticana, di probabile origine costantinopolitana e assegnabile ai primi decenni del secolo XI – mai studiato analiticamente né catalogato a stampa –, si è offerta per la prima volta una scheda di descrizione dettagliata redatta secondo le moderne metodologie catalografiche. Ad animare la ricerca è stato inoltre il desiderio di contribuire al progresso degli studi di innografia, che nel più ampio panorama della bizantinistica occupano ancora oggi una posizione ingiustamente marginale, sebbene quello offerto dalla tradizione di poesia liturgica del medioevo greco sia un campo di indagine sconfinato e in buona parte ancora inesplorato: ciò vale tanto più per un celeberrimo protagonista del genere, Giuseppe detto l’Innografo per antonomasia (IX secolo), autore di un numero considerevole di inni, molti dei quali ancora inediti. Fra questi si è scelto di curare l’editio princeps – corredata di traduzione italiana e di un commentario analitico attento all’intertestualità, ove si cala il testo nella produzione di Giuseppe nonché nel più ampio panorama dell’ʹinnografia e agiografia bizantine – di un canone dedicato a un enigmatico sant’Apollonio martire di Sardi, del cui culto gli inni contenuti nel Barb. gr. 469 costituiscono l’unica testimonianza sinora nota. All’attività, quindi, filologica e di esegesi del testo del canone si è affiancato – divenendo una vera e propria comprimaria nel lavoro di ricerca – un ampio studio di prima mano sulle fonti agiografiche e innografiche relative sia al personaggio, pressoché sconosciuto, di sant’Apollonio di Sardi sia alle figure di vari altri santi omonimi (o “quasi- omonimi”) che condividono con lui diversi tratti della personalità agiografica. Dall’indagine è emersa una complessa e non sempre limpida rete di rapporti tra l’Apollonio di Sardi e altri santi dal nome simile o identico, fra i quali un particolare legame sul piano delle vicende agiografiche – tanto da indurre a sospettare fortemente un fenomeno di “sdoppiamento agiografico” – pare riscontrabile con un omonimo e più celebre sant’Apollonio martire a Roma al tempo dell’imperatore Commodo. Quali strumenti e sussidi di consultazione di cui si è voluto provvedere l’elaborato si segnalano, infine, due diversi incipitari innografici (del canone; dei componimenti del codice Barberiniano) e una piccola serie di tavole paleografiche a sostegno dell’ʹanalisi grafico-codicologica del testimone manoscritto.