La Commissione esaminatrice designata per l’assegnazione del Premio Antonio Garzya, bandito dall’Associazione Italiana di Studi Bizantini (AISB) per una tesi di laurea magistrale/specialistica di argomento bizantinistico, si è riunita in data 17 ottobre 2012. Dopo approfondita discussione, la Commissione ha stabilito all’unanimità di assegnare il Premio Garzya alla
dott.ssa Anna CALIA
per la sua tesi dal titolo
Documenti greci dei primi sultani ottomani
discussa presso l’Università di Venezia

Abstract: Sin dalla loro irruzione in Asia Minore nell’XI secolo, le tribù turche che poi diedero vita al sultanato selgiuchide di Rum entrarono in contatto con l’Impero bizantino anche attraverso le ambascerie e la diplomazia. Il greco era già da secoli una delle lingue franche del Mediterraneo Orientale, tuttavia solo a partire dal XIII secolo abbiamo testimonianze dirette del suo uso da parte di cancellerie islamiche e non ellenofone. Il greco fu la lingua regolarmente adottata dai selgiuchidi nelle comunicazioni con Bisanzio, con il regno crociato di Cipro e con le colonie veneziane nel Levante. Tale pratica proseguì invariata nel Mediterraneo orientale del XIV secolo, e fu adottata anche dal sultanato mamelucco in Egitto, oltre che dai beylikler, emirati turchi a carattere regionale formatisi in seguito alla disgregazione del sultanato selgiuchide e stanziati negli ex-territori orientali dell’Impero. Tra di essi si distinse l’emirato ottomano (XIV-XV secolo), il quale prevalendo sugli altri riuscì nell’arco di un secolo e mezzo a impossessarsi di quasi tutti i territori dell’Impero bizantino, come è noto, fino alla conquista di Costantinopoli del 1453. I documenti greci dei primi sultani ottomani costituiscono rispetto a quelli precedenti un lotto piuttosto omogeneo, senza soluzione di continuità dal regno di Murad I (1362-1389) a quello di Suleyman I (1494-1566). Grazie ad essi è possibile ripercorrere le relazioni diplomatiche degli Ottomani, tra la fine del XIV e l’inizio del XVI secolo, sia con i territori assoggettati dell’Impero bizantino sia con i Latini: con i primi, soprattutto fondazioni monastiche e chiese, poiché le istituzioni ecclesiastiche furono le prime a comprendere la necessità di un accomodamento con la potenza ottomana in ascesa; con i secondi, in particolar modo Venezia e Genova, la cui competizione per il controllo dei traffici commerciali nel Levante rendeva necessari gli accordi con il sultano per danneggiare la potenza rivale. La questione dell’utilizzo del greco da parte delle autorità turche si inserisce nel dibattito sulla continuità delle istituzioni bizantine in quelle ottomane prima e dopo il 1453, una vexata quaestio che negli ultimi anni è stata oggetto di dibattito sia tra gli ottomanisti sia tra i bizantinisti. Nella prima sezione della tesi si presentano tutte le testimonianze dirette e indirette relative a documenti greci di autorità turche; si procede poi a una descrizione analitica del Liber Graecus, registro quattrocentesco in cui la cancelleria veneziana copiò i documenti diplomatici in lingua greca inviati dalla Porta sotto Mehmed II (1451-81) e Bayazid II (1481-1512). Infine, si presenta un’edizione di cinque documenti greci inediti di Mehmed II relativi alle capitolazioni di pace segnate nel 1479 tra Venezia e gli Ottomani, con un’appendice contenente note paleografiche, linguistiche e diplomatiche sui documenti analizzati.