Premio Antonio Garzya 2025 – Proclamazione della vincitrice

La Commissione esaminatrice designata per l’assegnazione del Premio Antonio Garzya, VI edizione 2025, bandito il 15 aprile 2025 dall’Associazione Italiana di Studi Bizantini (AISB) per una tesi di laurea magistrale di argomento bizantinistico, si è riunita in data 25 ottobre 2025.

Dopo approfondita discussione, la Commissione ha stabilito all’unanimità di assegnare il Premio Garzya alla

dott.ssa Arianna Baria

per la sua tesi dal titolo

Su alcuni scribi greci del XII secolo: contributo alle ricerche sui «nuovi stili»

discussa presso l’Università di Roma Tor Vergata

La proclamazione ufficiale è stata effettuata in occasione dell’ultima Assemblea dei Soci del 27 febbraio 2025.

Abstract: La tesi indaga l’intricato panorama delle scritture librarie greche a Bisanzio tra XI e XII secolo: sotto la dinastia comnena, in particolare durante i regni di Alessio I e Giovanni II, accanto al persistere di varie tendenze di matrice più tradizionale, nascono e si sperimentano nella produzione libraria, in un contesto grafico di grande effervescenza, i cosiddetti «nuovi stili», così denominati da mons. P. Canart e L. Perria in un loro pionieristico saggio apparso nel 1991 che ha abbozzato un primo, fondamentale quadro d’insieme delle tendenze grafiche del periodo. Studi successivi hanno tentato sintesi differenti (G. Cavallo; D. Bianconi), o si sono concentrati su singole mani (ad es. F. D’Aiuto, G. Parpulov, C.M. Mazzucchi), ma moltissimo resta da fare a livello sia di «scavo» sia di sistematizzazione dei risultati in relazione a questo periodo denso di novità nella storia della scrittura greca.
La ricerca è iniziata selezionando un corpus ristretto di codici di XII sec per poi analizzare le caratteristiche delle singole mani di copisti, attraverso morfologie-guida, e (nel caso di codici miniati) di pittori, mediante l’analisi dei dettagli «morelliani». Successivamente si è effettuato lo spoglio sistematico online su Pinakes dei manoscritti digitalizzati e si è proceduto alla consultazione dei cataloghi di manoscritti greci miniati conservati presso la Biblioteca Apostolica Vaticana per poi selezionare mani affini in ulteriori testimoni manoscritti. I risultati ottenuti da questa ricerca – sui quali a breve uscirà un mio contributo – sono significativi e stimolanti: a partire ad esempio dall’analisi della scrittura calligrafica arrotondata, caratterizzata dal contrasto modulare e da monocondili, del Vat. gr. 666, contenente la Panoplia Dogmatica di Eutimio Zigabeno, è stato possibile attribuire a un unico anonimo copista, l’Anonimo A, altri due codici. E ancora: un’altra identità di mano inedita è stata riconosciuta esaminando due codici oxoniensi che presentano una scrittura calligrafica tradizionale arrotondata. L’approccio adottato è stato interdisciplinare e «olistico»: l’analisi dei codici è stata effettuata combinando metodi e risultati di tutte le diverse discipline interessate, quali la filologia, la paleografia, la storia dell’arte o la codicologia.